sabato 16 novembre 2013

Pollock e gli irascibili


La mostra allestita dal comune di Milano all'interno del ciclo "autunno americano" devo ammettere che è stata un po' una delusione. Non tanto per le opere presenti, che possono dare spunti per riflessioni importanti, quanto per il rapporto qualità/prezzo. Undici euro di prezzo intero/nove e cinquanta il ridotto per una sola opera principale di Pollock mi sembra veramente eccessivo, anche per un appassionato del genere.

Ma veniamo alla mostra: il titolo è "Pollock e gli irascibili", ovviamente non ci si aspetta solo Pollock, ma qualcosa in più non avrebbe sfigurato. Di opere di Pollock in realtà ce ne sono 8/9, non ricordo il numero preciso, il problema è che la maggior parte sono schizzi o comunque tele molto piccole, si presume spunti preparatori per opere più imponenti.

Pollock è un pittore che va apprezzato nel grande formato. A mio avviso, un quadretto di 15cmx15cm purtroppo non rende, ricordiamoci che lui era solito dipingere le proprie tele per terra, grandi opere, con il colore che colava direttamente dal barattolo, geniale quanto crea una nuova visione dell'arte, quando distrugge tutto ciò che era rappresentativo creando una nuova visione della pittura.

Jackson Pollock, numero 27, 1950
  
Franz Kline, Mahoning
Degna di nota è anche l'opera di Franz Kline, con il suo utilizzo del bianco e nero, soprattutto nell'opera Mahoning.

"A volte la gente pensa che io prenda una tela bianca e ci dipinga sopra un segno nero, non è vero. Dipingo il bianco così come dipingo il nero, e il bianco è altrettanto importante" (Franz Kline) 
  
Da citare anche Helen Frankenthaler, William De Kooning, Barnett Newman, Lee Krasner e, ovviamente, Mark Rothko.

"un quadro non riguarda un'esperienza: è un'esperienza" (Mark Rothko)